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ITALY PDF Ispis E-mail
Autor Administrator   
Petak, 18 Prosinac 2009 22:39

 

 

 

Pecina ovcarica - BELEJ ISOLA DI CRES (CHERSO) CROAZIA

 

....GODETE CON LA BICIKLETTA SULLE STRADE DI COLLINA, VISITATE LA GROTTA (PECINA OVCARICA) ....VENITECI A VISITARE NELLA NOSTRA FATTORIA FAMIGLIARE, VENITE CON LA PROPRIA BICIKLETTA O PURE POTETE AFFITARLA DA NOI....SE CI AVISATE IN TEMPO, POTETE VENIRE CON NOI NELLA GROTTA A POI VI MOSTRIAMO LAVORI DI STAGGIONE CHE ABBIAMO CON LE PECORE, VI OFFRIREMO ANCHE L' AGNELLO ARROSTO (CRESKA JANJETINA)....

INFORMAZIONI AL NUMERO GSM: 00385 (O) 98 98 58 856....OPPURE CHIEDETE AL TABELLONE PROMOTIVO DEL PAESE BELEJ, SULLA STRADA PRINCIPALE

 

 

 

 

 

Pecina ovcarica .. grotta aperta alle visite turistiche si trova


vicino al villaggio Belej, isola di Cres, Croazia.


Scende nella profondità di 12 m.L'altezza dell'arco in fondo è di


7 m. In aggiunta contiene le ceramiche risalenti 2000-3000


anni. AC, i resti del fuoco, fornace per la ceramica, ossa di


animali che l'uomo si prepara per il cibo, un po 'di decorazioni


grotta, mi ha raccontato anche una bella storia, (scritto nelle


sue mura di pietra) in un tempo che ho trascorso in esso, la


sua preparazione per fare la discesa giù per le scale potuto


scoprire il suo fascino e il visitatore medio. I buoni spiriti


dalle sue mura, che si sono formati solo premendo il pulsante


di scatto della fotocamera, che è liberamente organizzare i


loro giochi di luce e ombra, sono stato obbligato a riconoscere


la storia, e poi l'ho scritto sulla carta. Può essere per letto il

 

bambino come una favola della buonanotte, ma anche per noi


adulti, questa storia ha un buon messaggio ..










 

 


La Grotta delle pastorelle


(la leggenda)

 

Prologo:

 

La storia incomincia al tempo in cui le genti delle nostre isole uscirono dalle caverne e si stabilirono sulla cima delle colline, dove avevano un'ampia veduta sulle terre circostanti.

Costruirono mura di pietra a difesa dei loro villaggi e tra gli spazi delle pietre facevano la guardia. I mercanti viaggiatori arrivavano per vendere le loro merci e i guardiani delle mura li accoglievano volentieri all'interno. Se invece avvistavano dei vagabondi, persone senza bagagli al seguito, li perquisivano rudemente: così coloro che non erano utili alla comunità venivano allontanati con male parole e qualche volta con pietre e armi.

 

 

 

 

 

 

La leggenda:

 

BEN era un cacciatore nomade e stava cacciando già da diversi giorni con il suo cane lupo, in cima ad una foresta di querce, al di sotto dell'insediamento sulla collina. Il lupo, che BEN aveva chiamato ISI, fiutava il profumo del cibo che il cacciatore si stava preparando e si avvicinò. All'inizio BEN tentò di cacciarlo via gridando, ma visto che l'animale non aveva intenzione di andarsene l'uomo gli gettò un pezzo di carne: da quel momento il lupo si affezionò a lui, andandogli dietro leccandolo e chiedendo un altro boccone. In questo modo le loro vite si erano unite e avevano continuato a cacciare insieme.

 

 

 

 


Pioveva e l'acqua cadeva continuamente da giorni. Il terreno era bagnato e scivoloso di fango. Stavano tornando da una caccia senza successo alla grotta che BEN aveva trovato diversi giorni prima ma l'uomo, perso l'equilibrio, incespicò in un rovo. Cercò di togliersi le spine e ritornò alla caverna dove aveva già pronto un giaciglio, deciso a fermarsi lì per quanto tempo fosse necessario. Capiva che la cosa più importante era immobilizzare la gamba ferita ed era contento di aver trovato quel riparo fino a quando il dolore fosse passato.


La brace per il fuoco che conservava in un corno di bue si era spenta e non aveva provveduto ad accenderne altra, ma questo non lo preoccupò più di tanto: il villaggio sulla collina era vicino e avrebbe potuto avere del fuoco da loro.

 


 


Il giorno dopo BEN non si mosse da lì. Aveva mangiato il burro di pecora che teneva conservato nella sua borsa di cuoio, ben avvolto nella lana. La scodella per l'acqua era piena per il gocciolio che scendeva dalle pareti dell'antro. Stava disteso sulla schiena e appoggiava la gamba sulla pietra fredda.

 

 

 

 


Il terzo giorno, parecchie ore dopo l'alba, si alzò e si avviò all'insediamento della collina. Chiese al GUARDIANO DELLE MURA di lasciarlo entrare per avere un po' di fuoco ma questi, vedendo che non aveva con sé nessun bagaglio, lo mandò via a gesti.

 

ISI però gli saltò addosso e gli morse la mano !!

 

Il GUARDIANO era furibondo. BEN sgridò il lupo per calmarlo e andò dall'uomo per offrirgli un panetto di burro per ripagarlo del morso del cane lupo.

 

 

 

 


La GUARDIA non l'accetto ma anzi glielo sbattè sulla testa !!

 

 

BEN ritornò alla caverna demoralizzato e con dei capogiri a causa della botta ricevuta. Nel buio della grotta però si diffondeva una luce che proveniva dalla fiamma del focolare. Sul fondo si distendeva il corpo di un drago gigante ma la testa era quasi vicina al fuoco. Quattro ragazze iniziarono timorosamente ad avvicinarsi e sulle spalle di una di loro c'era un gattino. ISI si avvide del micio, questi arruffò il pelo e scappò via. Ammonito da uno sguardo di BEN, ISI ringhiò e guaì...

 

 

ZVRK, torna indietro ZVRK... la ragazza cercava di richiamare il micetto impaurito.

 

 

 

 


Accanto al fuoco un vecchio sedeva preparando il cibo e riscaldava lastre di pietra. Lì stese su una di esse delle lumache e con l'altra le ricoprì.

 

 

Erano arrostite e mentre le tiravano fuori dal loro guscio con un legno aguzzo, BEN seppe che NOT, il vecchio uomo, era il nonno delle ragazze ENI ITI OMI e UNI.

Le giovani aiutavano già i genitori nella mungitura ed in altre cose necessarie, spiegava il nonno a voce bassa per non farle troppo inorgoglire.

La grotta provvedeva a dar loro ricovero da molto tempo e certo avrebbero continuato a viverci con i loro figli e così per sempre....

 

ENI cominciò a mettere in ordine gli avanzi del cibo accostandoli alla testa del drago, dato che questo non poteva muoversi, a parte il collo e la coda.

 

 

 

BEN ebbe un pensiero: LA CAVERNA DELLE PASTORELLE...

 

 

 

 


Il vecchio continuava a raccontare, come a conferma del suo pensiero.

 

 

-Fu così che la grotta prese il nome delle pastorelle che fornivano ai pastori il cibo necessario, e quando c'era bisogno di proteggere il gregge dai lupi, anche gli animali vi trovavano rifugio. C'era aria a sufficienza, che proveniva da un camino naturale in cima alla caverna e lì vicino c'erano pentole per cuocere e tazze d'argilla.

 

 

 


ITI si unì alla conversazione con l'offerta di andare a prendere il miele nel nido delle api, così da addolcire il loro pasto.

 

 

 

-UNI, qual'è il problema con il drago? Come posso osservare, il suo corpo è rigido come una pietra...

 

 

 

 


La maggiore delle ragazze spiegò al cacciatore: -KER, il drago, ha il male della ceramica, perchè mangia le stoviglie e questa è la sua rovina. Ugualmente però i nostri amici gli gettavano i cocci dei piatti e delle tazze e lui le mangiava agitando allegramente la coda così forte che sollevava un sacco di polvere. Il piú gli piace il pentolaio LON... Se ne aveva la possibilità, le rompeva apposta.

 

 

 

 


Se non si comporta bene, sarà l'ultima generazione di bambini che KER cullerà per addormentarli.... e poi è bravo a disperdere il fumo che il vento rimanda all'interno! Il nonno ci ha già proibito di dargli da mangiare i cocci ed in futuro dovrà accontentarsi della cenere. Lui ci guarda con le lacrime agli occhi quando buttiamo i pezzi in fondo alla caverna, ma è per il suo bene. Se anche la sua coda diventasse rigida potrebbe servire solo per asciugare il legno bagnato o nel caso in cui il fuoco si spegnesse..

 


-Sarà sempre il preferito della caverna, aggiunse BEN, con un colpetto affettuoso per sminuire il triste destino di KER.


E' già notte e i tuoi genitori non sono ritornati. Cosa fanno fuori? -ciese BEN ad ENI, la più giovane delle mungitrici, cercando di passare ad un argomento più gradevole.

-Stanno spostando le greggi al pascolo invernale. Dormiranno presso dei conoscenti. Di solito restano via parecchi giorni, anche per fare visita ai loro amici, ripose la ragazza e poi guardò il nonno. Era un po' triste. Il vecchio sapeva che le sue nipoti erano in attesa. OMI ed UNI però cominciarono a scherzare e a ridere e, quando il nonno fece cenno ad ENI di prendere il MEH (un tipico strumento a fiato di legno), le ragazze cominciarono a danzare mentre lui suonava.

Il fuoco emanava un piacevole calore, BEN si sentiva bene e si addormentò. Aveva completamente dimenticato i brutti avvenimenti della giornata ed era rilassato. Il vecchio mandò le giovani a dormire e loro si accomodarono sulla coda del drago che iniziò a dondolarle piano cullandole.

NOT andò vicino all'uomo che dormiva disteso sul suo giaciglio e gli sussurrò che il giorno dopo avrebbe avuto più fortuna..

Prese poi una lancia ed una pietra abrasiva e sedette accanto al fuoco,vicino al lupo. Anche il gattino stava lì accanto, giocando con una striscia che NOT voleva legare all'asta, mentre il vecchio osservava con calma il piccolo micetto.

 

 


Nel sonno BEN riascoltava le parole che NOT gli aveva bisbigliato e prima di riuscire a capirne il significato, si addormentò profondamente.

 

 


La lingua calda di ISI lo svegliò molto tempo dopo. Si rese conto che aveva fatto un bel sogno, ma davanti a lui ora c'era una trista realtà, nella caverna fredda , buia e solitaria.

 

 

 

 


Decise di andare di nuovo al villaggio e forse il guardiano non l'avrebbe mandato via. Ordinò al lupo di rimanere alla grotta e si diresse da solo verso la collina. Lo stesso guardiano lo notò da lontano e gli fece cenno con la mano di avvicinarsi.

 

 


-Perdonami, non volevo colpirti, e avvilito gli diede la mano in segno di pace. Speravo che saresti tornato e ti ho preparato dei tizzoni per il fuoco..

 

 

 

 

 

BEN era contento delle scuse, prese le braci e le ripose nel corno di bue.


Sulla via del ritorno raccolse delle lumache.

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ISI lo accolse festosamente presso la grotta.

 


BEN accese il fuoco e divise il pasto con il lupo. Con sorpresa si accorse che nel camino c'erano le api e con la sua asta arrivò al nido e ne prese un pezzo pieno di miele.

 

 

 

 


Ricordò le parole del vecchio nel suo sogno e capì che gli spiriti buoni della caverna lo stavano aiutando. Prima era guarito dalle spine del rovo ed anche i capogiri per il colpo in testa erano passati. Il suo recupero fisico era evidente e il suo sogno era come un balsamo per il suo spirito.

Anche il GUARDIANO era diventato suo amico, come gli aveva predetto il vecchio. Era come se gli spiriti buoni della caverna avessero una buona influenza anche sugli abitanti del villaggio sulla collina..


-ISI, ho una proposta se tu sei d'accordo;.,disse BEN al suo lupo: vogliamo restare qui e commerciare la nostra caccia con gli abitanti del villaggio, così può accadere che qualche ragazza si accorga di noi?

 

 

 

 

 


 

L'autore della leggenda è JORDAN KUCIC

 

Eseguita in pubblico il 23 aprile 2008 per la festa di S. Giorgio, guardiano del villaggio di BELEJ, nella speranza che la nascita della leggenda della grotta provveda ad un maggior interesse a mantenere la vita a BELEJ.


L'autore si aspetta, con la benedizione di S. Giorgio, molti visitatori interessati così da permettere la sopravvivenza ai residenti. Questi avranno così la possibilità di far conoscere i prodotti della pastorizia e a sostenersi come pastori e mungitori.

 

 

 

Conclusione:

 

I personaggi: BEN il cacciatore, il lupo ISI, il GUARDIANO DELLE MURA, il vecchio NOT e le quattro ragazze, il pentolaio LON, il drago KER e il gattino ZURK, possono essere riconosciuti nelle diverse pietre dei muri della caverna, con gli occhi della mente.

Se i visitatori ascoltano attentamente, potranno sentire la musica del vecchi NOT suonata con il MEH e le ragazze che ridono.

 


Per dare il benvenuto agli ospiti, NOT offre lumache arrostite su piatti di pietra e la piccola ITI un po' di miele. Se l'ospite non li prende in giro, loro staranno attenti che non cada giù dalle scale della grotta. Questo perchè per il loro buon carattere, sono diventati tutti GLI SPIRITI BUONI DELLA CAVERNA DELLE PASTORELLE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ažurirano Utorak, 22 Prosinac 2015 21:05